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Il Museo >> Sala 7 Necropoli e commerci
Ai limiti dell'antica Scolacium, secondo la consuetudine che vietava di seppellire in città per non contaminare lo spazio consacrato all’interno del pomerio, si sviluppavano le aree di necropoli, disposte lungo assi stradali importanti.
Attualmente si conoscono due necropoli (nord-est e sud-est ) lungo la S.S. 106 (erede della via costiera romana), una a sud-ovest ed una a sud-est del teatro ed infine una lungo la ex S.S. 384 (corrispondente in parte all’antica via istmica).
Della necropoli nord-est sono note al momento solo tombe alla cappuccina, con tettuccio a spiovente, base e testate verticali realizzate con embrici di grandi dimensioni. La necropoli sud-est, utilizzata per un elevato numero di sepolture dall'ultimo periodo repubblicano fino almeno al IV sec. d.C., è caratterizzata, come le necropoli nord-ovest e sud-ovest, da gruppi di mausolei (monumenta) di forma diversa, disposti su più file, intorno ai quali erano disposte, come accadeva altrove nel mondo romano, le sepolture di altro genere, come le incinerazioni (secondo il principale rito funerario fino al II sec. d.C., che comportava di raccogliere dentro olle e caccabi i resti dei defunti e degli elementi di corredo e rituali bruciati nel rogo funebre) e le inumazioni (dentro fosse terragne, tombe a cassone, alla cappuccina...) secondo il rito che si riaffermò dal II sec. d.C.
I mausolei scolacensi sono riconducibili a tre classi (a corpo cilindrico, a camera quadrangolare, a forma di tempio) e tra essi spiccano quello cilindrico con nicchie per i cinerari nella necropoli noord-ovest (metà del I-primi decenni del II sec. d.C.), quello cilindrico (I sec. d.C.) e il colombario (fine I sec. a.C.- prima metà del I sec. d.C.) nella necropoli sud-est. Pur se ormai ridotti alla sola struttura muraria, spogliata di ogni elemento decorativo o apparato epigrafico, forniscono un’importante prova della ricezione di modelli dal centro del potere (Roma) che furono rielaborati e adattati dalla committenza locale. Quest’ultima era costituita da singoli membri delle varie classi sociali (Decuriones, Seviri Augustales, Plebs) di Scolacium e dei collegi funerari, schiavi e liberti che tra I sec. a. C. e il III sec. d.C. costruirono le tombe architettoniche non solo come atto di pietà, ma anche con scopi autocelebrativi. A tal fine una grande importanza rivestiva il luogo dell’edificazione che doveva essere accessibile ed alla portata di tutti, lungo le vie che si dipartivano dalla città, ed assegnato per decreto dei magistrati cittadini. Per questo motivo nel tempo si assiste al moltiplicarsi degli allineamenti di sepolcri dalle necropoli sud-est e nord-est, su file parallele e perpendicolari agli assi viari principali, secondo modalità note nei principale centri antichi.
Saggi eseguiti negli anni ’70 del XX e ricerche mirate nel corso della costruzione di un canale per la regimentazione delle acque meteoriche hanno permesso di valutare densità, consistenza e tipologie delle tombe non monumentali della necropoli S-E, nei pressi o a distanza dai mausolei ancora visibili.



Le sepolture, ad inumazione ed incinerazione e relative a vari periodi compresi tra il I sec. a.C. e il IV sec. d.C., hanno restituito significativi corredi in cui sono presenti manufatti in voga in quei tempi, prodotti soprattutto in altre aree del mondo romano e dall’artigianato  locale.
Accanto a lucerne di terracotta di tipologie ben note anche nell’abitato (a becco tondo….) sono presenti essenzialmente forme in vetro (balsamari tubolari, coppe costolate, bottiglie, piatti, bicchieri, calici), rinvenuti anche all’esterno delle tombe in relazione ai rituali funerari. Tra gli oggetti spicca una preziosa coppa realizzata con la tecnica dei nastri policromi da officine dell’Italia Centro-Meridionale e  rinvenuta insieme ad un balsamario carenato di vetro blu ed un unguentario piriforme, di produzione nord-italica, che costituivano il corredo della tomba UUSS 326-331, della metà del I sec. d.C. Quanto ad altri aspetti e segni della ritualità funeraria romana, rare sono al momento le attestazioni di monete che costituivano il c.d. obolo di Caronte per il defunto.
Importanti risultati sono in corso di acquisizione dal 2014 in un settore della necropoli  posta a sud-est del teatro, impiantata nel corso del IV sec. d.C. per raccordare la necropoli lungo la via ionica con quella posta nella fascia pedecollinare presso il teatro romano e che permette di seguire le dinamiche di spostamento e sviluppo dei cimiteri di Scolacium in rapporto alla trasformazione urbana in atto tra età tardo-antica ed alto medievale.
Oltre alla varia tipologia delle sepolture ad inumazione (a cassone di muratura di mattoni e ed embrici, alla cappuccina), caratterizzate soprattutto da più individui all’interno delle singole tombe, si segnalano la parca presenza di elementi di corredo di IV-VI sec. d.C., riconducibili in parte a tipologie già note nel territorio